Mercoledì 9 Novembre 2016 – La buonanotte di don Antonio

Trump alla Casa bianca? Ok! La voce del popolo,
in democrazia è anche la voce di Dio. Mica vero?
Se però dovessi dire la mia (e infatti la sto dicendo) dovrei porre prima una domanda: ma chi l’ha detto, poi? La risposta potrebbe essere questa: lo dicevano già gli antichi Romani che dicevano “vox populi vox Dei”. Ma non era detto affatto che gli antichi romani, pagani fino alla punta dei capelli, fossero gli interpreti più accreditati per farci conoscere le divine abitudini. Ora quell’uomo dai principi morali tutt’altro che spartani o catoniani, stando alle poche cronache a lui dedicate che ho avuto la pazienza di leggere, lo ritroveremo a capo della più grande potenza mondiale, e questo non ci fa dormire tranquilli circa la bontà e la profondità della sua influenza sui costumi dei carrieristi rampanti e delle giovani generazioni che aspirano solo ad entrare nel gotha della politica, della finanza, e della vita godereccia dei playboy, dei teenagers arrapati, e dei frequentatori dei casino di Las Vegas o della Florida.
Tratterà l’America come ha trattato le donne? Farà fare alla Casa bianca le spese dei suoi passatempi preferiti (solo che, stavolta, a pagare sarebbe lo Stato).
Non ce l’ho con lui perché tifassi Hillary. Non mi piacciono neppur le dinastie presidenziali: guardate i Bush, se del padre qualcosa si potrà ricordare, il figlio lo ha fatto solo rimpiangere.
Per una cosa sola sono contento che non abbia vinto la Clinton: così la “ciccona” (la cantante) rimarrà “let-te-ral-men-te” a bocca asciutta.
Non chiedetemi che cosa voglio dire. A casa mia si rispettano ancora “le siepi”.
E che Dio benedica l’America, che ne ha proprio bisogno.
Don Antonio

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