Lunedì 28 Novembre 2016 – La buonanotte di don Antonio

In questi 27 giorni che ci restano vi proporrò tutti i canti “di Natale religiosi” (perché ce ne sono anche di quelli che religiosi non sono) che riuscirò a trovare. Qualche testo dovrà essere forse un po’abbreviato, ma sempre il meno possibile.
Comincerò da “Tu scendi dalle stelle”, di gran lunga il più noto e amato e più italiano dei nostri canti di Natale.
Autore: Sant’Alfonso Maria de’ Liguori; che lo compose nel 1754; a Nola, dove era vescovo.
È la versione italiana abbreviata dell’originale in napoletano: Quanno nascette Ninno.

Il testo
«Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui tremar;
o Dio beato! Ah quanto ti costò l’avermi amato!
A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto, quanto questa povertà
più m’innamora, giacché ti fece amor povero ancora.
Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per venire a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio core, dove amore ti trasportò?
O Gesù mio, perché tanto patir per amor mio?
Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire?
Mio Gesù, t’intendo sì! Ah, mio Signore!
Tu piangi non per duol, ma per amore.
Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato!
O diletto del mio petto, se già un tempo fu così,
or te sol bramo: Caro non pianger più,
ch’io t’amo e t’amo.
Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no, ma veglia a tutte l’ore
Deh, mio bello e puro Agnello
a che pensi? dimmi tu. O amore immenso,
un dì morir per te, rispondi, io penso.
Dunque a morir per me, tu pensi, o Dio,
chi altro, fuor di te, amar poss’io?
O Maria, speranza mia,
s’io poc’amo il tuo Gesù, non ti sdegnare:
amalo tu per me, s’io nol so amare!».

È tanto semplice e bella che se la commento la sciupo.
Meditatela spesso. Vi benedico.
Don Antonio

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