La Chiesa Al Bivio: Con Me o Contro di Me?

Di che scrivere quando non sai di che scrivere? I fatti della settimana, quei pochi di cui sono venuto a sapere, non li ho seguiti con la passione che si riserva ai fatti che ti coinvolgono personalmente, o che ti colpiscono al punto di sentire il bisogno, e quasi l’obbligo, di “esserci” anche tu, anche se da lontano, perché da quando tu “sai”, nulla di ciò che hai saputo ti è più “estraneo”. Esso è ormai parte di te, agisce in te, ti provoca a reagire, a rispondere, e anche solo con questo qualcosa ti cambia: ti fa godere o soffrire, ti dà allegria o ti avvilisce, ti illumina o ti sconcerta, ti rende migliore o peggiore: perché è nella natura delle cose che ogni azione che ti raggiunge provochi in te una reazione, modificandoti.

Così stamattina mi son preso un po’ di tempo per leggere qualcosa sulla stampa on line con la speranza di trovare la notizia capace di cambiarmi lo stato d’animo e la giornata e magari di offrirmi un pretesto per scrivere. Ma devo aver sbagliato strada, perché dalla veloce scorsa fra le notizie, ho ricavato solo l’impressione d’essere finito in un immondezzaio, tanto vario quanto repellente. Un immondezzaio dal quale mi sono subito sentito disgustato e con una gran voglia di uscirne.

Vi farò dono di alcuni campioni:

–  La foreign fighter di Padova fuggita in Siria: “non vedo l’ora di tagliare teste anch’io;

–  Diocesi d’Albenga: papa Francesco sostituisce il vescovo accusato di aver insabbiato casi di pedofilia;

– È esecutivo l’arresto di mons. Lucio Vallejo Baida, già segretario della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede;

– Charlie Hebdo “Il sisma all’italiana”. Due sciagurate vignette sul terremoto: nella prima si parla di penne alla salsa di pomodoro (scherzando sul sangue), penne gratinate (le macerie come la crosta che si forma sulla vivanda), lasagne con ripieno di corpi di morti (se ne vedono i piedi fra uno stato e l’altro di pasta (ben 4 strati); nella seconda vignetta, un uomo schiacciato sotto una montagna di macerie, grida: “non è Charlie Hebdo che ha costruito le vostre case, ma la mafia”; in un’altra freddura si dice : ”300 morti in Italia: ancora non si sa se il terremoto, al momento di colpire, abbia gridato Allah akbar (Allah è grande);

–  Napoli: il baby gangster: “qui a Napoli comandi solo se spari”;

Intanto continuano a morire i base jumper, quei meravigliosi pazzi (meravigliosi ma pazzi!) che si buttano ad altissima velocità, rivestiti di una tuta che si gonfia da solo con lo spostamento d’aria della caduta stessa, affrontando traiettorie e passaggi rischiosissimi: uno sport giovanissimo che conta già centinaia di morti;

–  Fanno prostituire una tredicenne: in manette una donna e tre anziani;

–  Investe due ciclisti e non si ferma; l’assicurazione dell’auto era scaduta (ho letto da qualche parte che ca. 4 milioni di italiani viaggiano senza assicurazione);

–  La lite in auto, poi l’aggressione: uccide la ex con due di colpi di pistola…

Ora alcune notizie al volo da You Tube:

– donna punisce il fidanzato che la tradisce: lui dorme coperto solo di un lenzuolo; lei solleva il lenzuolo, versa sul basso ventre un po’ di alcole e gli da fuoco con un fiammifero;

–  l’ultima foto porno della Ciccone (non uso il suo nome d’arte un po’ perché provo una ripugnanza per la quella persona, ma soprattutto perché non vorrei dovermi confessare per aver bestemmiato il santissimo nome di Maria;

–  violenza sessuale in ascensore: ripresa dalla telecamera…

Ora basta. Anche lo stomaco ha i suoi diritti che andrebbero sempre rispettati… ma oggi abbiamo fatto un’eccezione.

Qualcuno forse mi chiederà: ma valeva la pena perderci tutto questo tempo a cercare tali schifezze? Beh, non pensate che ci abbia speso molto tempo… facciamo 20 minuti, uno più uno meno? Perché, credetemi, il problema non è trovare le cattive notizie. Il problema è trovare quelle buone, per trovare le quali ci vuole soprattutto una grande fortuna. Come quella che ho trovato io oggi, se solo pensate che domani verrà canonizzata, a soli 19 anni dalla sua morte, niente di meno che Agnes Gonxha Bojaxhiu, che detta così molti diranno “Carneade, chi era costui?”.

Allora userò il suo nome d’arte, anzi di religione, e tutti la riconoscerete: Madre Teresa di Calcutta, una delle donne più amate e stimate del secolo scorso in tutto il mondo, una donna che, già chi l’ha potuta solo vedere lo considera una fortuna; chi l’ha potuta anche avvicinare e prenderle la mano o toccarne l’abito, lo considera un privilegio; chi ha potuto parlare con lei lo considera una grandissima grazia di Dio. Io che non ho potuto avere niente di tutto questo con lei, mi consolo che tutto questo l’ho avuto e l’ho potuto fare con Padre Pio, che a me basta chiamarlo così, come io lo chiamavo quando l’ho conosciuto e toccato e a lui mi sono rivolto, e da lui ho ottenuto ciò gli ho chiesto, compreso il fatto d’essere accettato come suo figlio spirituale. E posso dire che non è stato invano.

Ecco ora ho tutto ciò che mi serve per dare un senso a quest’articolo sconclusionato, iniziato male, ma che ora promette di finire un po’ meglio. E il seguito lo introdurrò con una domanda: quale dei due mondi dobbiamo augurarci di poter costruire: quello raccontato prima, o quello incarnato in Madre Teresa? Quanto a me non ho dubbi: il secondo è il mondo che io mi auguro, per il quale lavoro (male sicuramente, visti i pochi risultati che ottengo), per il quale prego (male evidentemente, per la stessa ragione). Per un mondo che sia quello annunciato e inaugurato da Gesù di Nazaret, o per il mondo dei corrotti, dei violenti, dei potenti dei forti che vivono sfruttando i più deboli?

Perché la lotta è tra “il potere delle tenebre” e il “regno della luce”: una battaglia, per definizione, impari e dall’esito umanamente scontato. È una lotta tutt’altro che alla pari, dove il primo lottatore non conosce esclusioni di colpi: tutti leciti, tutti permessi, tutto ciò che mi giova è legittimo. Il secondo invece dichiara fedeltà al regolamento, è pieno di scrupoli, si nega molte mosse proibite.

In una situazione come questa è quasi inevitabile che ogni round si concluda con un vantaggio, almeno ai punti, del primo ai danni del secondo che anzi, assai probabilmente, stanco di subire, prima o poi s’ingegnerà di farne lui stesso un uso a discrezione. Del resto non va dimenticato che la Chiesa non è una verginella davanti all’orco cattivo. Per almeno 15-16 secoli non ha lesinato neppure essa colpi proibiti, colpendo i suoi avversari di mano, di piede e di testa come meglio le conveniva.

Meglio allora non tornare indietro a far di conto sui torti ricevuti. Tanto si sa “I conti non tornano mai” (Franz Lehar, La vedova allegra). Meglio, molto meglio pensare solo al futuro. In gioco è una posta troppo importante: quale umanità vogliamo? Quella della prima parte di questo articolo o quella profeticamente incarnata e predicata con le parole e soprattutto con la vita da Madre Teresa di Calcutta? Purtroppo il mondo ha già fatto la sua scelta, e la stessa Chiesa non riesce ancora a dare il colpo di timone decisivo e a remare tutti insieme come un sol uomo per far “dei remi ali al folle volo” (Ulisse, in  Inferno XXVI).

Papa Francesco, bisogna riconoscerlo, ce la sta mettendo tutta, ma troppa è la materia sorda e inerte che gli sta ancora nella sua Chiesa. Riuscirà il nostro eroe a imprimerle il suo passo? Si accettano scommesse.

Questa voce è stata pubblicata in Chiesa, nuovo Corriere Nazionale. Contrassegna il permalink.