L’ultimo Grazie

Questa breve poesia conclude il racconto del mio trapianto di fegato, nel mio Ricomincio da 65. Un piccolo incidente di percorso nella cura antivirale che ha già ucciso il virus HCV che minacciava tuttora la mia vita, ha ridestato in me quei giorni di trepidazione. Così o deciso di riproporvelo. Alcuni già la conoscono. I più, certamente, no.
 
L’ultimo Grazie
 
Nel mio giardino
tra le nebbie dell’uggioso novembre che m’ha dato alla luce
insiste ancora l’ultima rosa rossa intirizzita
Dalla finestra donde io la guardo
filtra l’angoscia sospesa
d’una disperata speranza.
Irresistibile il bisogno di scendere sul prato
Un timido colpo di forbici
il fiore fra le mie dita a sfiorare
–gelido–
le labbra…
una carezza e un bacio quasi a chiedergli scusa…
fra le mie mani la rosa attende la sua destinazione.
 
Ora sull’aiuola arde quella rosa quasi fiamma votiva
sull’umile croce di canna benedetta
Una rosa rossa per Te
Fratello e Amico
che a Messina riposi
che nel mio corpo vivi operi e pensi nel tuo fegato buono
sottratto ai vermi
per mantenere in vita una speranza un cuore
un amore
Io non so chi tu sia Fratello e Amico!
il nostro
“a riconoscerci”
–presto!–
è in Cielo.
Don Antonio, che ti deve la vita
Dio benedica tutti. Don Antonio
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