La buonavegliadiNatale

La buonavegliadiNatale di don Antonio

Inutile negarlo: oggi la mia vigilia di natale
è velata di nostalgia.
Per un passato che non c’è, né ci sarà mai più,
per una speranza che non potrò più nutrire
come la nutrivo un giorno.
La speranza, o l’illusione, che “quel giorno”
forse l’avrei visto arrivare, spuntare a tempo mio,
e con la sua venuta avrei visto sparire le paure
e gli incubi della notte.
Ora non più. Che io abbia allora perduto la fede?
A me non pare: anzi l’escluderei del tutto.
Certo cambiato è il mio modo di vedere il mondo,
e non mi aspetto più che Dio ci cambi il mondo:
Da quando Lui s’è fatto uno di noi, cambiare il mondo
spetta solo a noi… e renderlo più umano. Lui ci ha indicato la via.
A noi percorrerla.
Ma c’è un problema: per mille che vogliono
cambiarlo in meglio, a milioni son quelli a cui va bene così,
che se fosse anche peggio, per loro meglio sarebbe!
Che fare allora Signore? Potrò solo pregare
e incominciare con fede un cammino di penitenza
lungo assai e dall’esito incerto. Un cammino?
Un pellegrinaggio di 311 gg. e circa 1400 km., (4,5 km al giorno)
per la conversione mia e della Chiesa e del mondo.
Solo allora, come Goffredo di Buglione sul Santo Sepolcro,
deporrò il mio bastone di pellegrino e scioglierò il mio voto.
Con la benedizione di Dio.
Don Antonio

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