Dall’alto del monte Tabor….

Dall’alto del monte Tabor, dove Gesù si trasfigurò davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni, qualcuno m’indicò, laggiù,
lontanissima sul vasto piano verde, la macchia bianca d’un villaggio antico.
“È Nain, mi disse, “dove Gesù risuscitò l’unico figlio d’una madre vedova, che lo portavano al sepolcro”. Mi commossi nel vederla.
Ogni 28 agosto la rileggo quella mirabile pagina
del Vangelo di Luca, nella quale, per il miracolo della liturgia,
al bimbo morto si sostituisce il giovanissimo retore mai sazio dei piaceri della sua giovane carne e delle mire della sua sfrenata ambizione.
Agostino era morto alla vita di Dio: e per la madre, Monica,
questo era molto peggio per lui che finir sottoterra!
E proprio come fu per il bimbo di Nain, così fu per il figlio di Monica: la sua parola, come fiume che nasce da un ghiacciaio eterno e scende a valle su terreni rocciosi, così la sua parola
perché le sue sorgenti sono in Dio.
Tanto poté l’amore e il pianto di due madri.
Ma se di madri che piangono figli morti il mondo è sempre pieno,
quasi scomparse son le madri che piangono per i vizi dei figli.
“Giovani sono! È tempo loro!”.
Santa Monica pensaci tu! E benedicile tutte!
Don Antonio

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