Mercoledì 4 Gennaio 2017 – La buonanotte di don Antonio

Riaprendo vecchi fascicoli di antichi pensieri e poche poesie mai pubblicate, mi ha colpito questa, scritta nell’atmosfera pesante e tetra degli anni di piombo e che meglio ancora si adatta ai nostri tempi: ai tempi delle stragi di Charlie Hebdo e del Bataclan, di Bruxelles e di Nizza, di Tunisi, di Istambul, di Berlino.
Purtroppo di questa non ho annotato né la data né il luogo di scrittura (forse fine anni ‘Sessanta). Eccola:
 
«Sui fiumi neri
e i prati di catrame
delle nostre città
nascono fiori nuovi rossi
sempre più fitti
«Sono fiori
color rosso-innocenza
color rosso-danaro
color rosso-mafioso
color rosso-passante-per-caso
color rosso-gendarme
color rosso-femmina e basta
e tutta… tutta
la vasta gamma
dei colori del sangue
«Devi badare
a dove metti i piedi
«Dietro ogni angolo
sotto ogni finestra
puoi calpestarne uno».
 
Poi le brigate rosse furono sconfitte e si gridò alla fine dal terrore.
Andate a chiederlo ad Aleppo se è finito.
Forse vi risponderanno: “finirà solo quando ci avranno massacrati tutti”.
Che Dio non voglia.
Don Antonio
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