Sabato 3 Dicembre 2016 – La buonanotte di don Antonio.

Oggi mi prendo una serata di riposo nella presentazione dei canti di natali che tutti conosciamo. Oggi la sospensione è dovuto
al fatto che quest’anno saremo senza Chiesa dove celebrare il nostro triduo dell’Immacolata e della novena di Natale.
Stupidaggini, qualcuno dirà. Dio dove lo preghi lo preghi, e se lo preghi di cuore, dovunque tu sia, la tua voce lo raggiungerà e ti potrà rispondere.
È verissimo, lo sappiamo bene, e tuttavia qualcosa ci duole dentro, perché non potrà essere mai vero che il luogo dove tu ti trovi e agisci non influisca affatto sul tuo sentimento e sulla tua azione.
Così oggi noi ci sentiamo in esilio e più ancora ci sentiremo tali nei giorni sacri del Natale, della sua novena e delle sue feste fino all’Epifania.
Avremo un bel dirci “Dio è in ogni luogo”: questo lo sappiamo da sempre, ma resta pur vero che l’aria di casa tua la puoi respirare solo a “casa tua”. Gli inglesi la chiamano “home”, i tedeschi “Heimat”, i francesi con significati meno marcati, “logis” o maisonnée).
Anche ogni chiesa parrocchiale ha per vocazione d’essere l’anima e il centro della vita di quel dato paese, e il dover rincorrere ogni giorno la messa da una chiesa all’altra (cosa che purtroppo avverrà sempre più spesso) non è nella natura della vita parrocchiale. A questo purtroppo ci conduce la mancanza di preti, che sempre più grave sarà finché la Chiesa non troverà il coraggio d’una riforma tanto profonda quanto indispensabile.
Oltre per ora non vado, per non turbare nessuno.
Ma un giorno sarà. E Dio volesse che quel giorno fosse già domani.
E, aspettandolo, vi benedico di cuore.
Don Antonio.

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