Riprendo qui il discorso sul castello di Casalina…..

Riprendo qui il discorso sul castello di Casalina e sulla pagina più importante della storia.
Dopo anni di contrasti, il popolo di Casalina riuscì finalmente a trovare un punto di accordo con l’Abate di San Pietro in Perugia, Raniero Coppoli. Le trattative erano state condotte per i Casalinesi dal loro “syndico et procurator” Golato Benentese. Nell’accordo era concessa la richiesta principale,l’affrancazione con la possibilità di lasciare il contado e cambiare aria e vita. La grande aspirazione di tutti era la città con le sue libertà riconosciute. L’accordo fu firmato il 15 agosto 1270 nella Chiesa di Casalina. Era nata la VILLA DE’ FRANCHI: e i suoi “villani” presero a firmarsi come “HOMINES FRANCHI (liberi) DE’ CASALINA”: una data questa che Casalina farebbe bene a ricordare ogni anno con una grande festa commemorativa a livello quanto meno provinciale.
In realtà l’Abate s’era limitato a concedere il minimo: nel castello, per esempio, non dovevano essere ospitate più di 20 famiglie. A ciascuna famiglia veniva dato un piccolo appezzamento di terra da lavorare in proprio. Il tempo che avanzava doveva essere impiegato a lavorare per l’abbazia.
Però l’essenziale era stato concesso: “IL MONASTERO EMANCIPAVA E RENDEVA LIBERI E FRANCHI GLI UOMINI DI CASALINA PRESENTI E FUTURI”, sciogliendo da ogni vincolo anche i loro beni mobili “PERCHÉ NE GODESSERO IN PIENA LIBERTÀ COME UOMINI LIBERI E CITTADINI ROMANI”.“Sono cittadino romano”: nessun titolo era più grande.
La tregua che ne seguì fu però breve e solo 6 anni più tardi il castello di Casalina venne incendiato. E qui per stasera mi fermo. Domani concluderò con un piccolo miracolo tutto “made in Casalina to day”. Che Dio benedica Casalina e tutti i suoi figli. (Anche me, spero).
Don Antonio
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