O Signore, Signore nostro…..

O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua
magnificenza,
con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?
Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi:
tutte le greggi e gli armenti
e le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.
O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Quante volte ho cantato a voce spiegata le mirabili parole del Salmo 8, uno dei più consolanti dell’intero Salterio, nella mia giovinezza in seminario, a Roma soprattutto.
Era “il maggio odoroso” (G. Leopardi) e dalle finestre aperte della nostra cappella al Laterano, entravano garruli gli stridii dei rondoni che facevano girotondo intorno ai campanili e non sapevi quale fosse la lode più bella al Creatore se la nostra o la loro, ma la felicità era comune.
Riandare a quei giorni lontani, ora, mi “tinge” il cuore di nostalgia. Non amara però, ma dolce, dolcissima, e quel garrire me lo sento dentro, anche se tante cose son cambiate. Non la fede però. Anzi quella è cresciuta e mi consente di accettare ogni difficoltà, ogni pena in totale serenità. Anche oggi, un giorno non particolarmente facile per me. Ma su questo torneremo un altro giorno. Più avanti però.
E che Dio ci benedica.
Don Antonio
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