Lunedì 26 Settembre 2016 – La buonanotte di don Antonio

“I thirst” (ho sete):
queste due parole inglesi figurano in ognuna delle case di Madre Teresa di Calcutta, case ormai presenti in tutti e cinque i Continenti della terra. Esse sono sempre vicino a un Crocifisso, a ricordarci le parole di Gesù morente sulla croce. Sete di amore, di pace, di giustizia, di fraternità. Nelle case di Madre Teresa esse vogliono dire tutta l’ansia di placare ogni sete, di saziare ogni fame, di lavare ogni piaga, di ridare speranza a ogni disperato e una dignità a ogni “paria” (“intoccabile”, l’ultima categoria di umani in India: quelli che solo a toccarli, rendono intoccabile anche chi li tocca); per ridare un futuro a quanti si lasciano morire per le strade, rosi dai topi, dai vermi, dalle formiche, forse dai cani; per ridare loro una dignità che non hanno mai conosciuto, regalando loro una carezza, uno sguardo di tenerezza e un sorriso.
Il sorriso da donare agli infelici era un punto centrale del programma di recupero di Madre Teresa. Leggete questi pochi versi :
Un sorriso non costa nulla e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma il suo ricordo a volte è eterno.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno,
nessuno è così povero da non poterlo donare…
Un sorriso dà riposo alla stanchezza.
Nello scoraggiamento rinnova il coraggio.
Nella tristezza è consolazione.
È rimedio a ogni pena…
Se poi incontrerete
chi non vi dona l’atteso sorriso,
siate generosi e donategli il vostro:
perché nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come chi non sa regalarlo agli altri…
E ai benefattori diceva:
“Non voglio che mi diate del vostro superfluo,
voglio che mi diate fino a farvi male”.
Che coraggio Madre!
E tanto che ci siamo, benedici anche noi!
Don Antonio
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