La Tour Eiffel…..

La Tour Eiffel: una delle infinite versioni della
favola del Brutto Anatroccolo.
Chiunque l’abbia vista almeno un volta in fotografia, saprebbe dirvene il nome. Chiunque ci sia salito fino all’ultimo piano, accessibile ai turisti, il terzo, non lo potrà più dimenticare.
Chiunque ami lasciarsi andare sull’onda dei ricordi, vi dirà che da lassù si vede un pezzo di mondo che non ha confini. Se qualcuno c’è salito con la fidanzata o la moglie, non si vergognerà di dirvi che non han potuto trattenersi dallo scambiarsi un bacio e di rinnovarsi lassù, così vicini al cielo, la lor promessa d’amore. Trovate tutto questo eccessivo? Provare per credere: andateci e mi saprete dire. Non chiedetemi quante foto avrò scattate da lassù, nelle diverse volte che vi sono salito. Che fine hanno fatto quelle foto? La stessa che fanno tutte le cose inutili.
Fortuna che l’originale nessuno lo potrà mai ingabbiare, se non per un restauro: pensa che iella andare a Parigi e non poterla vedere.
Tutto questo per il più celebrato brutto anatroccolo del mondo. Perché brutto anatroccolo? Perché al suo apparire a molti non piacque.
La consideravano un oltraggio alla tradizione artistica francese. Del resto per contratto doveva rimanere in piedi solo 12 anni. La salvò il fatto che la Torre si rivelò ben presto un ottimo investimento scientifico: eccellente parafulmine, preziosissima per le telecomunicazioni e per esperimenti preziosi nell’epoca dell’invenzione della radio e del telefono. Oggi è per tutti quel magnifico cigno nero che tutto il mondo invidia alla Francia.
Ora vi invito a pensare a chi, essendosi sempre creduto un passabile cigno, s’è ritrovato per tutta la vita un brutto anatroccolo. A chi penso? Non cercate lontano. Il nome? È nella riga qui sotto.
Don Antonio, che vi benedice.
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