Fra i miei primi ricordi d’infanzia c’è …………

Fra i miei primi ricordi d’infanzia c’è quello,
vivissimo, della devozione di mia madre.
Mia madre andava a messa tutti i giorni. La Madonna e Sant’Antonio di Padova erano i suoi grandi amori.
La mia passione invece era la Via Crucis. Appena entravamo in una chiesa io la cercavo e volevo vedere le stazioni una per una: Mamma, ma perché cade sempre? Perché gli menano? Che ha in testa Gesù? Lei mi spiegava che era una corona fatta con le spine. “Ma non gli facevano male?”. “Certo, e tanto, anche”. “Cattivi”, era il mio giudizio.
Era così anche negli ospedali in cui ebbi spesso occasione di finire nei miei primi 5-6 anni, per lo più per motivi di gambe. mamma mi portava in collo stazione per stazione, finché non le passavamo tutte. Così, quando ho voluto io scrivere una Via Crucis, non ho certo faticato a entrare nello spirito di quella devozione.
Anche perché di via crucis ne ho dovute percorrere tante nella mia vita: la prima a un anno e mezzo (osteomielite, due volte); o mi tagliavo un’arteria sotto un piede; o una macchina provò a falciarmi di netto un piede; poi l’appendicite, poi una borsite, poi un’epatite C completa di trapianto di fegato. Quanto all’ultima, vi saprò dire qualcosa di più forse, lunedì prossimo. Vi terrò personalmente informati.
Ma prima, dò a tutti appuntamento per venerdì 18 alle 20,30, nella nostra bella chiesa parrocchiale, dove mediteremo insieme la nostra tradizionale Via Crucis.
Quanto alle mie via crucis, come sapete ne ho ultimamente collezionata un’altra. A LUI dirò anche stavolta quello che gli ho sempre detto in occasioni come queste: “Se è possibile passi da me questo calice”. E concluderò come sempre: “Ma non la mia, ma la tua volontà sia fatta”. Amen.
A domani sera, venerdì 18, in chiesa.
Don Antonio, che vi benedice tutti.
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