Il fascino indiscreto del potere

Qualcuno ha scritto che «il potere è bello solo se se ne abusa». E a crederlo devono essere in molti, visto che di abusi di potere sono piene le pagine dei giornali, i notiziari TV e i libri di storia.
Qualcuno farà anche notare che già il potere in sé, anche prima di abusarne, deve essere bello, se sono in tanti che ambiscono a conquistarlo , e che, per difederlo e mantenerlo, sono disposti ai più bassi e meschini compromessi. Nel suo fortunato libro “Rifondazione della fede”, (2010) il teologo moralista Vito Mancuso, ha alcune pagine illuminanti al nostro proposito. Ne citerò uno stralcio molto stimolante.
«Gli uomini, come ogni altra parte della natura, sono energia. Ogni essere umano, come ogni altro ente dell’universo, è un centro di energia. E come tale, attrae o viene attratto a seconda che incontri un centro di energia a lui più o meno superiore. Forza ed energia sono strettamente correlate. Dovunque, chi è più forte attrae il più debole, chi è più debole viene attratto da chi è più forte… La legge di gravità, che è la legge fondamentale del mondo fisico…ha un’influenza assolutamente decisiva anche sugli uomini e sul loro comportamento. Così come muove i pianeti e le stelle, la legge dell’attrazione gravitazionale struttura pressoché tutti i rapporti umani, dalla politica alla famiglia, dall’economia alle amicizie. Il sistema solare è un’immagine coerente della situazione umana nella quale pure vi sono stelle, pianeti, satelliti. Già in un gruppo di bambini. Prendete alcuni bambini a caso e lasciateli insieme per una o due ore. Presto vedrete la formazione di un sistema, un piccolo sistema solare, fatto di una stella che attrae a sé i pianeti, alcuni dei quali, a loro volta, avranno anche i loro satelliti. Se capita che di stelle della medesima massa ve ne sia più di una, il sistema si spacca» (p.45).
Difficile sottrarsi alla forza di questo accostamento. Quante volte ci siamo chiesti, probabilmente in molti, come possa essere stato possibile che un uomo rozzo, grottesco, perfino buffonesco nei suoi atteggiamenti oratòri, evidentemente megalomane e fuori della realtà come Benito Mussolini abbia potuto sedurre il popolo italiano al punto da farsi seguire in tutte le sue fallimentari imprese belliche e alla fine anche politiche.
Per lui si è parlato di grande personalità, di fortissimo carisma, di seduttore dall’irresistibile fascino, di trascinatore di popolo. Eppure basta vederlo e sentirlo parlare una volta sola dal balcone di Palazzo Venezia, per sentirsi muovere al riso (o alla compassione) per il cialtrone o all’indignazione per il mistificatore.
E poi chiedi, incredulo, come sia stato possibile che un intero popolo, il popolo di cui tu stesso sei parte, si sia lasciato sedurre fino all’effusione (fisica) del sangue in guerre senza speranza, e ti domandi come poté accadere una tale sbandata.
Sarebbe dovuto bastare vederlo sbavare davanti a un altro Grande Seduttore, ancora più tragico e più mostro del nostro, Adolf Hitler, per farlo decadere per sempre dalla nostra adorante ammirazione.
E ti domandi allora cosa c’è che non funziona, nella mente dell’uomo, quando avvengono cose come queste? E come può avvenire che questo accada, e se c’è una strada da percorrere per sfuggire al rischio di rimanerne inghiottiti?
Troppo lungo sarebbe rispondere alle due domande, e dunque preferirò dire qualcosa solo sulla seconda. Qualcosa nel segno della speranza. A partire da quanto sta accadendo fra noi.
I primi segni che qualcosa potesse cambiare nella nostra ristagnante situazione sociale e politica, risalgono alla seconda metà dell’anno scorso. Mentre in Italia si litigava per le cene di Arcore e per la casa a Montecarlo, e le escort e le nipoti di Mubarak si contendevano le prime pagine sui giornali; mentre si annunciavano sfracelli di leggi ad personam e a Villa Borghese si esibivano stuoli di cavalli berberi per la gloria di un rais sanguinario a cui ci si sarebbe perfino spinti a baciare la mano, qua e là per il mondo s’andavano accendendo strani fuochi mai visti prima e perciò di difficile lettura e interpretazione.
Erano moti popolari che si andavano moltiplicando, come per generazione spontanea, in quella parte nell’Africa che si affaccia sul Mediterraneo (Tunisia, Egitto) dove le prime teste “coronate” cominciavano a deporre le loro corone. I moti si diffusero anche oltre il canale di Suez e cominciarono a interessare gli emirati arabi. Si incendiò anche la Libia di Gheddafi, e sembrò un miracolo. E poi il Barhain, e poi la Siria, e l’Iran di Ahmadinejad e ora le donne di Riad che vogliono poter guidare l’auto come i loro maschi. Dall’Africa il movimento è passata poi all’Europa (Grecia Portogallo e soprattutto la Spagna con i suoi indignados che hanno fatto scuola anche da noi) e con il popolo viola, e quello arancione, con le donne di Roma, fino al popolo di Raiperunanotte e di Tuttinpiedi. Un popolo bello, giovane, allegro, divertito e divertente, scanzonato, ironico simpatico. E assolutamente inerme. Inerme sì, ma tutt’altro che “disarmato”: anzi tutti con le loro incruente armi di lotta: telefonini, ipad, iphone e rispettivi blog, twitter, youtube, face book ecc. tutti interconnessi, tutti sul campo di battaglia, anzi di festa, a cantare, a ridere, a inneggiare al futuro, contro la tristezza della politica e l’angoscia del precariato e la paura del futuro… Allegro e indignato, felicissimo ossimoro.
E davanti a loro ormai si vede tremare il Palazzo, anzi i Palazzi, piccoli e grandi; e dentro quei palazzi e su quei volti vedi scolpita la paura di chi si sente sfuggire il potere dalle mani, ma che a perderlo non si rassegnano ancora.
Chi l’avrebbe detto solo un anno fa? Solo sei mesi fa? Nessuno sa ancora come andrà a finire, ma il fatto stesso che tutto ciò si sia avverato è già un miracolo per se stesso.
Immagino una domanda: ma che c’entra con tutto questo quel brano di Mancuso? Perché ciò sia chiaro devo citarne un altro breve brano.
Parlando ancora dell’ineluttabilità della legge gravitazionale, Mancuso si esprime così: «Ma attenzione. Se l’energia si trasforma in massa, genera la forza gravitazionale; se (invece) l’energia non si trasforma in massa, se rimane pura o comunque tale da avere una massa ininfluente (come è il caso delle particelle subatomiche per le quali la forza gravitazionale può essere trascurata…) allora la legge della gravità non entra in gioco…; se la massa è qualcosa di ridotto ai minimi termini, se è solo energia, la gravità non entra in gioco… Vi è una regione dell’essere, infinitamente piccola, ma tale da rappresentarne il cuore del cuore, che non sottosta alla forza» (p.49-50).
Chiaro? Su chi può esercitare il suo potere il Grande Seduttore? Su chi ha grandi ambizioni della stessa natura, cioè su chi ambisce il potere. Perché chi ambisce, ma non è in grado di arrivarci da solo, costui è pronto a offrirsi a chi il potere ce l’ha e, col potere, ha la facoltà di dartene una fetta.
Chi invece ha ancora «mani innocenti e cuore puro», questi non si lascerà mai inghiottire dal buco nero che lo minaccia. I giovani, che amano ancora la libertà di cuore e di giudizio, sapranno ancora resistere alla sirena del potere. E per me che ho fede in Dio, è in questo spazio infinitamente piccolo che può inserirsi lo Spirito che sa fare nuove tutte le cose.

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